Lo stato ipnagogico
- neroametista

- 30 lug 2024
- Tempo di lettura: 3 min
Ciascuno di noi vive quotidianamente un’esperienza simile all’ipnosi, durante i minuti che precedono l’assopimento.

Lo stato ipnagogico è uno stato di coscienza di passaggio tra la veglia e il sonno. Si colloca, infatti, tra il dominio fisico-materiale della veglia e il dominio sottile-energetico del sonno.
È un momento estremamente creativo in cui la mente è protesa unicamente verso il mondo interiore e ha libero accesso al subconscio, senza restrizioni auto-imposte.
Nello stato ipnagogico l’elaborazione creativa scivola verso uno stato simbolico e associativo, non limitato da sistemi razionali di riferimento; emergono le idee più improbabili, irrazionali e perfino innovative.

Le quattro fasi dello stato ipnagogico
Lo stato ipnagogico si può dividere a sua volta in quattro fasi:
La prima fase di questo stato è caratterizzata dalla visione di macchie, luci e colori.
Con il progressivo rilassamento psico-fisico, il modo in cui la mente percepisce il corpo cambia. Lo schema corporeo, quindi, si distorce.
Qui inizia la seconda fase dello stato ipnagogico, in cui si sperimenta un accrescimento dell’ attività mentale, che fa emergere le prime immagini visive, dette immagini ipnagogiche.
Durante questa fase inoltre è consueto avere la sensazione di cadere nel vuoto, spesso accompagnata da un brusco scatto muscolare che può portare al risveglio, perciò all’interruzione totale dello stato ipnagogico.
Passiamo poi alla terza fase in cui c’è una fusione tra i vari canali cognitivi e sensoriali che porta il subconscio a sintetizzare, per associazione, le immagini ipnagogiche in simboli.
La forma di pensiero logico-razionale svanisce, in funzione di una forma più simbolica e primitiva. Gli impulsi percepiti prendono il nome di “fenomeni autosimbolici”.
Nell’ultima e quarta fase, quando ormai la ragione è finalmente assopita, sperimentiamo i sogni ipnagogici, considerabili un potenziamento dei fenomeni autosimbolici.
Seppur prossima, non siamo ancora nella fase REM, di conseguenza i sogni ipnagogici differiscono dai sogni veri e propri, in quanto più statici e semi-lucidi.
Questo momento di transizione è perfetto se si vuole allenare la propria capacità di sognare lucidamente, cioè la consapevolezza di stare sognando.

Come affermato precedentemente, lo stato ipnagogico ha un potere creativo immenso e molti personaggi nel mondo della scienza, della musica e dell’arte ne hanno approfittato:

Thomas Edison, inventore della luce elettrica, ricorreva spesso ai “poteri” ipnagogici. Ideò addirittura un metodo personale per entrare nella fase ipnagogica, evitando però il sonno. Sedeva comodamente su una poltrona con delle sfere di metallo strette in mano, posizionando sul pavimento pentole in rame, cosicché le sfere, una volta cadute sulle pentole, avrebbero provocato un frastuono tale da svegliarlo prima di raggiungere il sonno.
Anche Salvador Dalì, eccentrico pittore della corrente surrealista, affermò in diverse interviste di non ricorrere all’uso di droghe, ma di servirsi esclusivamente delle immagini ipnagogiche e dei sogni per accedere al proprio inconscio e realizzare le sue opere.

“Non c’è alcun sogno, è un’immagine ipnagogica. Nei 10/15 minuti prima d’addormentarsi, ad alcuni geniali individui incluso Dalì, appaiono delle vivide, irrazionali, lillipuziane immagini. Catturo queste immagini e con la mia mente fotografica le riproduco. Non hanno né un messaggio né una spiegazione, talvolta dopo vent’anni certi scienziati cercano di dare un significato ai simboli, ma tutte queste immagini Daliniane rimangono un completo mistero.”
- Intervista televisiva a Salvador Dali’, The Dick Cavett Show, 1971.

Lo stato ipnagogico viene spesso erroneamente scambiato con un altro stato di coscienza, la “vigilia”.
La vigilia è uno stato di risveglio interposto tra due fasi di sonno. È caratterizzato da una condizione di estrema calma e pace interiore.
Si manifesta successivamente ad una fase REM, per questo motivo è un momento di elaborazione e ricordo dei sogni. Purtroppo per via del sonno monofasico, cioè il sonno di 8 ore continuative principalmente concepito dall’uomo occidentale moderno, è uno stato di coscienza sempre più raro.



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